L’ambulanza non trova il civico… riusciranno i nostri eroi??

Scritto da: il 29.04.09
Articolo scritto da . Sono informazione, Sono la giornalista che tiene tra le dita una sigaretta. Sulla mia scrivania c'è polvere, una baraonda di fogli vecchi e nuovi, conti da pagare, il cavo dell'iPod, la busta baga, una tazza di tè risalente a tre giorni, gli spiccioli e questo computer. Amo e odio l'informazione, per lei vivo e non ho vita. Per lei rinuncio alla mia personalità perchè io sono notizia. Bella, triste, falsa, stupida, ricca, squallida, penosa, irreale. Io sono tutto questo grazie all'informazione e non sono niente.

Prova a chiamare il 118.

Componi il numero in tutta fretta, alla prima voce che risponde gli dici che hai bisogno urgentemente di un’ambulanza, accenni alla patologia ma la voce all’altro capo del telefono ti tronca subito e chiede: “Da che zona?”. Ti riprendi e con voce afona indichi la città. Il telefono comincia a squillare bip bip bip…. e ancora bip bip bip… ed ancora, ancora bip bip bip. Dopo circa 3 minuti qualcuno risponde e quando tu stai per dire la parola ambulanza, la voce risponde: “un momento”.

Non per essere rindondante ma è ancora un bip bip bip bip…. e tu lì cominci a riflettere sul mistero della vita e sulla tua capacità di saperti semplicemente affermare nel mondo, perchè insomma, il dubbio comincia a venirti quando non riesci neanche a chiedere soccorso al 118. E quando sei nel bel pieno di una sindrome fantozziana, finalmente una voce algida è quella giusta. Se non fosse che in tutti i modi cerca di scoraggiarti…

“La persona che ha bisogno del soccorso, che cosa ha?”  poi  “si, si, si” e il domandone successivo: “ma lei, da che zona chiama?”, la tipa del 118 spera che abbiano sbagliato ad indirizzarmi a lei. Tu le dici la città… attimo di perplessità prolungato, nel frattempo ti chiedi qual’è la motivazione originaria per cui hai chiamato, ti ricordi, e ti domandi se lo stai perdendo.

La tipa cerca di scoraggiarti e ti chiede ancora tutte le sintomatologie, a quel punto ti fai furbo e dopo una sequela di malanni che sembrano non dare frutti, le dici due paroline magiche: “Cardiopatico” “Convulsioni”… non è vero, ma è qui che scatta l’emergenza. la signorina 118 si innervosisce più di me e spara: “Via, Cognome, numero ti telefono”

Alè, stanno arrivando. Ma tu hai un’altro problema, non hai fatto i conti con la strada. La via in cui deve arrivare l’ambulanza è un maledetto “segue numerazione”, di quelle strade che si dividono in tre e mantegono sempre lo stesso nome.

In lontananza senti tara tara tara tara tara (scusate questo è il mio modo di sentire la sirena). Tara tara tara si fa sempre più vicino, poi di nuovo lontano. Trascorrono altri 2 minuti, senti un’altra volta tara tara tara tara, ci siamo! E’ la volta giusta! Se solo potessi, quel vecchietto in fin di vita che sta nell’altra stanza lo lanceresti al volo dal balcone del terzo piano, sul tettuccio dell’ambulanza in corsa.

La sirena è vicinissima… ma noooo, ancora sbaglia strada.

La terza volta che senti la sirena è la volta giusta, i ragazzi ci hanno beccato. Tu però scappa veloce, perchè loro si aspettano di trovare le convulsioni e tu vuoi evitare di dare spiegazioni perchè c’è sempre il rischio che il vecchietto ci resti veramente….

Aritmea

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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