Forse oggi ho intervistato Pietro Lo Monaco

Scritto da: il 08.06.09
Articolo scritto da . Sono informazione, Sono la giornalista che tiene tra le dita una sigaretta. Sulla mia scrivania c'è polvere, una baraonda di fogli vecchi e nuovi, conti da pagare, il cavo dell'iPod, la busta baga, una tazza di tè risalente a tre giorni, gli spiccioli e questo computer. Amo e odio l'informazione, per lei vivo e non ho vita. Per lei rinuncio alla mia personalità perchè io sono notizia. Bella, triste, falsa, stupida, ricca, squallida, penosa, irreale. Io sono tutto questo grazie all'informazione e non sono niente.

Oggi dopo più di un mese che non esercitavo… sono tornata. Un piccolo malessere allergico mi aveva portato lontato dalla mia amata telecamera ed essendo un guerriero avevo riposto le mie armi anche qui sul blog. Avevo il blocco dello scrittore, nessuna ispirazione da raccontare.

Di me non si può certo dire che io sia una cronista sportiva. Negli anni credo di aver provato, ma i miei tentativi non hanno dato, come dire, esiti positivi.

Oggi il mio direttore ha avuto un’ispirazione, ha pensato bene di spedirmi alla presentazione ufficiale del nuovo portiere del Catania tale Campagnolo.

Allo stadio Cibali in sala stampa, i giornalisti e i cameraman sono in attesa. Si intrattengono piacevolmente tra battute e aneddotti. Un fotografo mi suggerisce le domande che posso porgere a neo acquisto del Catania calcio.

Dopo circa un’ora di ritardo si verifica l’imprevisto. Pecoraro, volevo dire Campagnolo è rimasto bloccato a Taormina al suo posto interviene l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco.

“Porc Putt… e ora che cosa dico a questo qui”.
Pietro decide di improvvisare una conferenza stampa sul mercato, argomento difficilissimo che mi butta in paranoia al solo pensiero.

Corre una differenza tra questa conferenza stampa e quelle cui sono abituata a prendere parte. I giornalisti sono copie sbiadite dei giocatori, capelli gellati, pelle abbronzata, pantoloni e t-shirt aderenti. Lo Monaco conduce un’amabile chiacchierata con un marcato accento napoletano.

Non mancano i riferimenti a Totò ed an film, io non capisco l’analogia. I giornalisti pongono delle domande a dir poco deficienti e Lo Monaco risponde ma per lo più li prende per il culo.

Ad esempio, <strong>Cronista:</strong>  “il suo allenatore cosa farà?” <strong>Amministratore delegato:</strong> “io, il mio orto me lo faccio curare bene”

La società non gradisce le domande scomode, quindi nessuno và fuori dai ranghi. Tempo addietro per sbaglio mandammo in onda l’intervista dell’allenatore Zenga che mandava a fare in culo un giornalista. Dopo appena 10 minuti ricevemmo la telefonata poco entusiasta del Presidente Pulvirenti che minacciava di tagliare i ponti.

Queste conferenze stampa sono un bel filtro. Lo Monaco oggi dice: “Non mi rompano i coglioni”, domani sul giornale scriveranno che l’amministratore delegato del Catania calcio non vuole essere disturbato mentre prende decisioni importanti.

Non ho altro da aggiungere però mi chiedo ancora cosa siano le punte prima dell’attacco e quale sia il problema di Tedesco, esplicitamente invitato a risolvere il suo contratto con la società seeeeee….

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