Sono il nuovo direttore di SUD e sono un’anarchica della notizia

Scritto da: il 28.05.11
Articolo scritto da . Sono informazione, Sono la giornalista che tiene tra le dita una sigaretta. Sulla mia scrivania c'è polvere, una baraonda di fogli vecchi e nuovi, conti da pagare, il cavo dell'iPod, la busta baga, una tazza di tè risalente a tre giorni, gli spiccioli e questo computer. Amo e odio l'informazione, per lei vivo e non ho vita. Per lei rinuncio alla mia personalità perchè io sono notizia. Bella, triste, falsa, stupida, ricca, squallida, penosa, irreale. Io sono tutto questo grazie all'informazione e non sono niente.

Buongiorno amici e nemici (che ci seguite più degli amici) di Sud. E’ verissimo che questa testata cambia direttore. Sono io che mi fregio di questa nuova carica e ieri sera festeggiavo e piangevo allo stesso tempo. Sapete perché? Perché sono onoratissima, da sempre sono un’arrabbiata del mondo del giornalismo e Sud con me, ci va proprio a nozze.

Sono donna, ho 28 anni e da quando avevo 16 anni lavoro per l’informazione. Durante le mie numerose esperienze mi sono trovata spesso a dover tenere solo un microfono, senza poter fare, non dico la famosa seconda domanda, che i giornalisti devono sempre fare, ma neanche la prima. E sapete perché? Perché questa, era stata già decisa nella stanza dell’editore con un contratto di pubblicità.

Io mi sono licenziata perché ho voluto proteggere l’anonimato di una fonte, io ho chiuso il giornale di cui ero direttore ed editore perché ho rifiutato di ricevere finanziamenti dal Politico che mi offriva soldi per piegare la mia redazione, e allora, era meglio morire piuttosto che scrivere a pagamento della sagra della ricotta…

I miei colleghi, in questi giorni, mi chiamano per farmi le condoglianze. Ragazzi, non avete capito veramente niente, io sono libera e se devo fare informazione per finta vado a fare l’avvocato perché io di famiglia giurista, ho sputato sulla via facile del guadagno per sposare la notizia.

SUD, cominciamo questa battaglia, divertiamoci! Insieme a me chiamo giovani, che ancora non sono stati corrotti dal sistema e che come me amano troppo la loro terra per scappare ed inseguire altrove un sogno uguale al mio.  Forse questa stessa terra è finalmente pronta ad accoglierci.

Fabiola Foti

 

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