MINACCIATA LA DIRETTRICE

Scritto da: il 30.09.11
Articolo scritto da . Sono informazione, Sono la giornalista che tiene tra le dita una sigaretta. Sulla mia scrivania c'è polvere, una baraonda di fogli vecchi e nuovi, conti da pagare, il cavo dell'iPod, la busta baga, una tazza di tè risalente a tre giorni, gli spiccioli e questo computer. Amo e odio l'informazione, per lei vivo e non ho vita. Per lei rinuncio alla mia personalità perchè io sono notizia. Bella, triste, falsa, stupida, ricca, squallida, penosa, irreale. Io sono tutto questo grazie all'informazione e non sono niente.

Le minacce a chi vi lavora, a chi lo gestisce, a chi lo rappresenta, a chi ne è proprietario non sortiscono altro effetto che rafforzarne la convinzione che bisogna alzare ulteriormente il tiro.

Colpire uno di noi, o solo tentare di farlo, come stanno facendo con tutti i mezzi, non ottiene altro risultato che una risposta determinata e moltiplicata per cento.

La realtà è che mai la Storia aveva registrato una tale accozzaglia di imbecilli e ladri tutti insieme, contemporaneamente, alla guida di una Comunità. Facendo danni incalcolabili ad ogni livello.  Nessuna civiltà può sopravvivere a una tale iattura.  Ma noi, siciliani, catanesi, ci abbiamo scommesso e ce la faremo.

E’ inutile che se la prendano con chi non c’entra niente, la colpa è solo di loro stessi, di chi sta per essere spazzato via.

Si è innescato un processo ormai inarrestabile, in cui SUD ha certamente dato il proprio modesto e coraggioso contributo, ma le cui cause stanno esclusivamente nell’ intollerabile mediocrità di quanti, per scherzo della storia, sono riusciti ad impossessarsi del governo della Cosa Pubblica. Ma, si sa, gli scherzi durano poco e il loro, anche se è durato troppo, può considerarsi finalmente alla conclusione.

Minacciare le donne e gli uomini di SUD non gli porterà fortuna e non allevierà il prezzo che pagheranno. E’ scritto.

Non riusciranno a fermarci, siamo ormai troppi e siamo nel giusto.

Speriamo che, a differenza di chi l’ha preceduta, l’Autorità preposta, il Prefetto di Catania, alla quale ci rivolgeremo formalmente, voglia approfittare di questo infame episodio per lanciare alla Città un segnale inequivocabile.

Editori, Redazione, Collaboratori, le associazioni Amici di SUD e Primo Consumo si stringono a Fabiola con affetto e forza, certi che questa vigliaccata rappresenti una medaglia al suo coraggio ed alla sua determinazione.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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