Jean Calogero, la prima mostra antologica dalla sua morte. Intevista con i figli

Scritto da: il 23.10.10
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Immagina di essere un bambino e di sentire un forte odore di colori ad olio, la musica della Carmen riecheggia per casa. Dietro l’uscio della stanza da cui proviene tutto questo c’è un padre immerso nel suo mondo fantastico, sta dipingendo. Appena fai il tuo ingresso in questo cosmo fantastico fatto di forme geometriche, paesaggi e volti senza espressione, anche tu diventi parte di un tutto e ti lasci trasportare dalla magia.

Questo sogno è stata la vita dei figli di Jean Calogero, Patrizia e Massimiliano. Sono loro che mi prendono per mano e mi guidano attraverso i corridoi del padiglione delle Ciminiere di Catania che ospiterà dal 23 ottobre al 12 dicembre una mostra antologica dedicata al grande artista catanese, il pittore Jean Calogero.

Un'immagine scattata durante l'allestimento della mostra antologica alle Ciminiere

Patrizia e Massimiliano sono due quarantenni, ma mi stupisco quando vengo a conoscenza della loro età anagrafica. A me appaiono come dei folletti usciti da un quadro del padre. I visini piccoli e gli occhi grandi.

Italian Backstage Oil

“Papà ha riempito le sue opere con i nostri volti” mi racconta Patrizia.

Jean Calogero, nato nel 1922 in via Plebiscito a Catania, negli anni ’40 si trasferisce a Parigi dove vivrà per i successivi 20 anni. Qui specializza il suo stile e in seguito si afferma subito nel mondo dell’arte. A Parigi si sposa con la sua prima moglie da cui avrà una figlia.Vive in maniera intensa, dedicandosi alla pittura e allo studio e coinvolto dalla vita culturale parigina, partecipa alle mostre e ai dibattiti di maggiore rilievo.

Del 1949 è il suo primo contratto artistico, lo firma per la Galerie Hervè di Parigi che, notoriamente seguiva gli sviluppi della giovane pittura europea. Inizia così una frenetica attività espositiva che, grazie al consenso della critica, lo porterà in giro per il mondo.

Maschere

 E seppure questi siano gli anni della consacrazione e della grande ispirazione Jean, dopo la separazione dalla moglie francese fa ritorno in patria e si trasferisce ad Aci Castello nella casa di via Cesare Battisti. In Sicilia conosce la sua seconda moglie, la madre di Patrizia e Massimiliano, la compagnia con cui resterà per 40 anni e per cui rinuncierà a lunghe partenze e ad importanti contratti con mercanti d’arte.

Fantasy City-scuola di Parigi- 1960

Jean Calogero ama il suo mondo e la sua famiglia, è introverso. Di giorno, solo con la luce natura dipinge, poi a sera si dedica ai suoi figli e alla moglie. Per Patrizia e Massimiliano racconta favole fantastiche che sembrano uscire direttamente dai suoi quadri. “quante volte restiamo a bocca aperta nel sentire le sue storie, certo non ci raccontava di Biancaneve o di Cenerentola” mi confidano.

Nei suoi quadri ci sono degli elementi ricorrenti, le maschere soprattutto, che rappresentanto la doppia valenza dell’uomo ed in particolare delle donne, come la sua prima moglie, da cui sembra essere rimasto deluso.

“Io adoro i dipinti che raffigurano i bellissimi profili di donna, da piccola sognavo di diventare come loro” racconta Patrizia.

Massimiliano invece ama particolarmente i cavalieri di suo padre, le scene che raccontano le gesta dell’Orlando Furioso. “Io mi sedevo accanto a lui e mi mettevo a disegnare, poi lui prendeva i pupi siciliani e per noi dava vita a uno spettacolo di marionette”

Cavaliere

Jean Calogero rappresenta spesso la libertà con il grande pesce, i cavalli e il veliero. Il suo però non è riferimento alla libertà fisica ma a quella mentale. Jean è felice nel suo studio, nella sua casa di Acicastello.

Il Vascello

3 città compaiono in maniera ricorrente nei suoi quadri: Venezia e naturalmente Parigi e Catania. La prima è un luogo estetico per eccellenza, le altre due sono la sua patria e ad un certo momento arriva persino a smischiare i paesaggi dell’una e dell’altra ed il risultato è sublime.

Venezia

In Giappone viene accolto come una star. In America Hollywood lo adora. Judy Garland, con i suoi problemi di alcolismo, decide di girare il film “E’nata una stella” in casa sua, e acquista un intera collezione di opere, tra queste molte di Calogero. L’artista siciliano sarà tanto apprezzato dalla protagonista del “Mago di Oz”, che gli chiederà di fare un ritratto alla figlia Liza.

“Papà racconta che non si riusciva a tenerla ferma, era veramente capricciosa – dice Patrizia – purtroppo non è rimasta traccia di questo dipinto”.

Gli anni di maggiore popolarità arrivano intorno agli anni ’70 e ’80.  Le settimana enigmistica inserisce in copertina un quadro di Jean Calogero. Fred Bongusto mentre alloggia allo Sheraton di Acicastello, dove la famiglia Calogero gestisce una piccola galleria d’arte, innamorato dei quadri onirici dell’artista, gli chiede di disegnargli la copertina del prossimo album in uscita.

Quella delle Ciminiere è la prima mostra allestita dalla morte di Jean Calogero avvenuta nel 2001 per infarto. I figli, che ne sono i promotori, hanno impiegato 9 anni per poter arrivare a realizzare questo grande evento, ma già da ora pensano alla prossima Mostra, magari nella Parigi che tanto amava il padre.

La galleria Artesia di Catania,  diretta da Massimiliano e dall’esperto d’arte Luigi Nicolosi, dalla scomparsa dell’artista, al fine di tutelarne la produzione artistica e la memoria intellettuale, costituisce la sede dell’archivio Jean Calogero.

A Parigi nella piccola Galerie Robert Phillippe di Montmartre un vecchio amico di sempre di Jean Calogero espone in vetrina i suoi dipinti. “E’ il comune di Acicastello che si è dimenticato di mio padre – ammette con rammarico Patrizia – e dire, che lui gli ultimi anni della sua vita li trascorreva a piazza Castello discutendo con i vecchietti, come chiunque altro”. Ed effettivamente Calogero alla piccola città di Acicastello, non solo ha donato gran parte della sua vita, ma anche sue opere. Raremente, lui che preferiva soggetti più fantastici, si dava all’arte sacra, ma proprio nella piccola chiesa di San Giuseppe sono custoditi tre dipinti raffiguranti tra l’altro l’annunciazione, donati dall’artista alla cità.

Oggi i quadri dell’artista hanno una quotazione 4.5, ciò significa che, ad esempio, un quadro 50X50 ha il valore di 6.000 euro circa. Già all’indomani della mostra le quotazioni potrebbero salire a 5, in molti – raccontano i fratelli Calogero – si presentano con dei falsi alla galleria Artesia; a volte però, vista la produzione immane del padre, arrivano piccoli gioielli di cui neanche si conosceva l’esistenza.

Lascio Patrizia e Massimiliano ancora intenti a decidere sulla sistemazione delle opere, un centinaio, divise per periodi in 3 piani.

Non posso fare a meno prima di andare via di sentire forte la presenza del grande Jean, non solo perchè lì sono esposte le sue creazioni, ma anche perchè ci sono i suoi oggetti, le sue foto, le sue istallazioni… così come i suoi quadri è stato un sogno questa mostra.

  • Pingback: Fabiola Foti

  • calogero sciangula

    Intanto complimenti per la mostra!
    confesso che non conoscevo jean, infatti non sono un appassionato di pittura.
    casualmente sono stato alle ciminiere forse per la curiosità di conoscere le opere e capire la sua provenienza e formazione culturale.
    Confesso che sono rimasto affacinato da queste cose:
    - intanto dalla fantasticheria che questi quadri riescono a trasmettere
    - dai magnifici colori
    - dai soggetti fantastici quali cavalieri, sagome con cappellini e ombrellini che ammirano il paesaggio e sopratutto le stupende navi volanti cariche di altri soggetti
    sebbene le figure siano spesso ricorrenti il fatto che i temi variano e variano le loro disposizioni ciò non li rende scontati o ripetitivi.
    come dicevo non sono un gran conoscitore d’arte ma mi ha fatto piacere, ed anche un pizzico di orgoglio, saper che un nostro conterraneo sia riuscito a farsi strada, purtroppo dovendo trasferirsi all’estero, nel difficile mondo della pittura dove però credo che il bagaglio culturale della città di origine, che si è portato dietro, sis stato sempre presente in lui e ne abbia sempre influenzato la sua pittura.
    calogero sciangula

  • Maddalena maru

    salve. sono maddalena! Adoro il maestro e purtroppo solo adesso vengo a conoscenza della mostra purtroppo già conclusasi.
    che tristezza.
    fortuna che un amico di famiglia detiene un dipinto del maestro grandissimo, so bene che sono poche le opere di grandi dimensioni realizzate dall’artista. è un quadro estasiante.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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