Al tribunale la strage dei faldoni. Privacy a rischio e atti sottratti

Scritto da: il 08.03.11
Articolo scritto da . Sono informazione, Sono la giornalista che tiene tra le dita una sigaretta. Sulla mia scrivania c'è polvere, una baraonda di fogli vecchi e nuovi, conti da pagare, il cavo dell'iPod, la busta baga, una tazza di tè risalente a tre giorni, gli spiccioli e questo computer. Amo e odio l'informazione, per lei vivo e non ho vita. Per lei rinuncio alla mia personalità perchè io sono notizia. Bella, triste, falsa, stupida, ricca, squallida, penosa, irreale. Io sono tutto questo grazie all'informazione e non sono niente.

Pare che io abbia cominciato una nuova avventura giornalistica, in questo momento collaboro con un giornale che sulla testata riporta la dicitura free press di giornalismo investigativo.  Ci vado a nozze.

Ecco il primo articolo:

Per rievocare una tetra sinfonia di Beethoven o un girone dell’inferno dantesco a Catania basta poco. E’ sufficiente percorrere i corridoi di quel palazzo al cui ingresso svetta una donna marmorea che parla di giustizia. Il chiaro riferimento è al tribunale di Catania in piazza Giovanni Verga. Superato l’ingresso al pian terreno i lunghi corridoi, che si intersecano nella monumentale struttura “parlano”, a dare loro la voce sono le carte più o meno impolverate che affollano scansie, armadi di tutte le epoche e persino tavoloni di legno stile macelleria. (continua)

 

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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